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Tutta la verità su come ho iniziato con la K-Beauty.

E se ti dicessi che tutto è partito da una chiacchierata su Miin Cosmetics?

Partiamo dall’inizio.

Sono sempre stata una fanatica dell’oriente. In particolare, del Giappone.

Mia mamma mi racconta sempre che quando ero bambina volevo sempre che mi portasse al ristorante cinese in città. All’epoca ce n’era uno molto tradizionale e super frequentato dai cinesi local.

Si va bene, mi piaceva il cibo cinese, ma quello che mi attirava di più in assoluto era l’ambientazione. Lanterne rosse e luccicanti, gatti della fortuna con la loro zampetta a dondolo e i colori degli abiti tradizionali che mi affascinavano tantissimo. Così iniziai a ad orientarmi verso “quel mondo”.

Non potevo avere occhi a mandorla e capelli neri e lucenti (sono bionda con gli occhi verdi) ma potevo approcciarmi a quel mondo con i miei mezzi. Imparare ad usare le bacchette, guardare Anime giapponesi in TV, spendere tutta la mia paghetta in manga che mi creavano una certa dipendenza.

Alla fine, in pochissimo tempo, la mia voglia di andare a vedere le cameriere al ristorante cinese si è trasformata ina passione per una cultura lontana e inarrivabile… quella Giapponese!

Adesso ti chiederai: cosa caspita c’entra la tua mania per il Giappone con la skincare coreana e Miin Cosmetics. Adesso ci arrivo. Per gradi.

E’ vero, l’Italia non è uguale alla Germania o alla Spagna, anche se nono tutte e tre in Europa. Eppure hanno una cosa in comune. Una storia da raccontare.

Quando cominci ad interessati ad un paese dell’Asia, capisci benissimo che Cina, Giappone, Corea, Thailandia tutti gli altri non sono paesi uguali. Ma hanno una fil rouge e una storia che affondano nelle stesse radici.

Man mano che cresceva la mia esperienza da estetista e aumentavano le ore che passavo a studiare, mi rendevo conto che il modo orientale di approcciarsi alle cure estetiche era sempre un passo avanti al nostro. Mi interessai di medicina orientale, di riflessologia, di come i sentimenti non espressi possono sfogarsi sul nostro corpo. E così capii che c’era uno start alla corsa molto diverso: noi ci preoccupiamo di risolvere un problema e più medicina c’è meglio è. Loro si preoccupano di evitarlo, fin dal principio.

Un giorno una delle mie colleghe mi dice: “Dobbiamo fare come Miin. Promuovere la Skincare Coreana”.

Io, lì per lì, rimango basita: sono sempre stata attenta e preparata sui cosmetici giapponesi e questa se ne esce con la Corea, questo piccolissimo paese sito di fianco al Giappone di cui poco conoscevo, se non per Kim Jong-un e del fatto che fosse divisa in due.

Chi, perché, come e quando è successa questa cosa?

Chi è Miin?

Cosa c’entra con me?

Cosa devo studiare adesso? Non ho ancora finito i 18 libri che ho sul comodino.

Eppure, anche qui, nella mia testolina, la piccola Veronica che amava le lanterne, mi sussurrava cose del tipo: sei ancora qui che ci pensi? Non sei tu quella che dice di avere una passione per l’oriente? Cosa aspetti a chiamare Miin?

E così feci.

Si, chiami Miin Cosmetics.

Senza spere nemmeno cosa dire.

Tipo. Ciao, sono Veronica, non ci capisco nulla, so che siete coreani. Voglio capire perché la parola k-beauty mi fa venire le lacrime glitterate agli occhi senza sapere nemmeno cos’è.

Bhe, cosa dire, quella chiamata fu solo il principio.

Studiai tantissimo.

Comprai ogni libro, cercai ogni informazione riguardo ai principi attivi che usano in Corea, cercai di capire in cosa consistessero i 10 step e del perché facessero così tanto la differenza. Paragonai i miei studi con quelli nuovi che imparavo pian piano. Cominciai a comprare prodotti, testarli, studiarli. Presi il via di fare le consulenza skincare nel centro estetico con i prodotti coreani e vedevo che funzionava. E’ vero, ogni tanto dovevo impiegare tempo e risorse per far capire alle clienti che made in Corea non è un Made in Schifezz ma che la Corea era la patria della bellezza per il viso.

Arrivò la pandemia… Miin era ancora dalla mia parte e io usai quel tempo per approfondire ogni argomento.

Arrivò il 2020 e io decisi di dar vita a Hellabe.

Ogni studio, ogni prodotto testato, ogni ingrediente amato e il mio sapere dovevano essere a disposizione di tutti. Per tutte le persone che, come me, amano questo mondo ma che allo stesso tempo vogliono una consulenza e la consapevolezza di acquistare prodotti da me personalmente scelti e approvati.

 Io e Anna, la mia referente in Miin, abbiamo ancora ad oggi un bel rapporto lavorativo.

Ci sentiamo, ci scambiamo opinioni e ci vediamo, quando possibile, in qualche fiera qua e là.

Chissà che presto non possa andare io a Barcellona a fare un giro negli uffici di chi, pur non sapendolo, mi ha fatto conoscere la skincare coreana.

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